Newsletter n. 5/2019 – Edilizia e urbanistica

EDILIZIA E URBANISTICA

GIURISPRUDENZA
  • Rilevanza paesaggistica dei nuovi volumi: il divieto di incremento dei volumi esistenti, imposto ai fini di tutela del paesaggio, preclude qualsiasi nuova edificazione comportante creazione di volume, senza che sia possibile distinguere tra volume tecnico ed altro tipo di volume. Al riguardo, mentre un nuovo volume può essere considerato irrilevante ai fini edilizi e dunque essere escluso dal computo delle volumetrie assentibili (trattandosi, ad esempio, di un volume tecnico), lo stesso può comunque avere rilevanza ai fini paesaggistici, determinando una possibile alterazione dello stato dei luoghi. Infatti, se le valutazioni di natura urbanistica concernenti il volume sono dirette a verificare la consistenza dei diritti edificatori, nei giudizi paesaggistici il volume percepibile viene considerato alla stregua di un ingombro alla visuale o come innovazione, sicché la realizzazione di un volume urbanisticamente irrilevante può essere inibita sotto il profilo della rilevanza paesaggistica. Consiglio di Stato, Sez. VI, 12 giugno 2019, n. 3925
  • Titolarità e destinazione pubblica di un bene: aver provveduto alla manutenzione della strada (ad esempio, mediante l’asfaltatura) e del sistema fognario da parte dell’Amministrazione non è circostanza di per sé sufficiente per dimostrare la titolarità pubblica o la destinazione ad uso pubblico di un bene. Infatti, occorre che l’Amministrazione abbia posto in essere una pluralità di interventi pubblici sul bene stesso, dai quali si possa desumere che esso è posto a disposizione di tutta la collettività dei consociati. T.A.R. Lombardia, Milano, Sez. III, 4 giugno 2019, n. 1275
  • Fruizione delle aree standard: la destinazione di un’area a standard garantisce la fruizione della stessa da parte dell’intera collettività dei cittadini (uti cives) e non può essere invece destinata all’uso limitato (uti singuli) da parte dei soli utenti delle unità immobiliari in relazione alle quali è sorto l’obbligo della dotazione degli standard. Consiglio di Stato, Sez. IV, 17 giugno 2019, n. 4068
  • Ordinanze contingibili e urgenti e inadempienza di una società lottizzante: le ordinanze contingibili e urgenti ex art. 54 TUEL possono essere emesse per porre rimedio ad una situazione eccezionale di pericolo per la salute pubblica. Per tale ragione, non possono essere lo strumento adatto per superare l’inadempimento di una società lottizzante all’obbligazione di realizzare le opere di urbanizzazione primaria. Consiglio di stato, Sez. 5, 10 giugno 2019, n. 3887
  • Legittimazione ad impugnare un ordine di demolizione: il presupposto per l’adozione di un’ordinanza di ripristino non è l’accertamento di responsabilità nella commissione dell’illecito, bensì l’esistenza di una situazione dei luoghi contrastante con quella prevista nella strumentazione urbanistico-edilizia.  Di conseguenza sia il soggetto che abbia la titolarità a eseguire l’ordine ripristinatorio – ossia il proprietario – che il responsabile dell’abuso sono destinatari della sanzione reale del ripristino dei luoghi e, quindi, legittimati attivi all’impugnazione della sanzione. D’altra parte, l’acquirente dell’immobile abusivo o del sedime, su cui è stato realizzato, succede in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi relativi al bene ceduto facenti capo al precedente proprietario, ivi compresa l’abusiva trasformazione, subendo gli effetti sia del diniego di sanatoria, sia dell’ingiunzione di demolizione successivamente impartita, pur essendo l’abuso commesso prima del passaggio di proprietà. Consiglio di Stato, Sez. VI, 26 giugno 2019 n. 4397
SEGNALAZIONI